Emozioni e apprendimento

da | 1/06/2019 | Psicologia | 2 commenti

Oggi ho letto un post che poneva questa domanda: Quanto sono importanti le emozioni nell’apprendimento? Questa domanda mi ha fatto tornare in mente diverse situazioni vissute nel corso del tempo.

Diversi studi mettono in stretta relazione le emozioni (differenziate dai sentimenti) con l’apprendimento.

La mia esperienza davanti ai sentimenti conseguenza dei DSA

Nel corso del tempo, ho notato che il pensiero di non essere capace, nato i primi anni di scuola, ha seguito mio figlio in maniera preponderante fino a poco tempo fa e credo comunque che questo sentimento rimarrà sempre un po’ vivo in lui.

Un’emozione negativa gioca a sfavore del bambino, è in seguito del ragazzo. Purtroppo spesso, e me lo dimostrano anche le esperienze di molti altri, il bambino dislessico o con DSA viene considerato svogliato, poco attento, che non s’impegna.

Come può un bambino che fatica tanto a considerare la scuola un posto piacevole dove imparare? Per fortuna spesso non viene meno il desiderio di conoscere innato nella persona, ma sicuramente non a scuola.

Cosa dicono gli studiosi a proposito di emozioni e apprendimenti

Lo psicologo Vygotskij,  spiega che proprio per la forte componente emotivo-cognitiva, il successo o l’insuccesso scolastico, ma anche altri aspetti come stati d’ansia o problemi di autostima dipendono dalle prime esperienze di apprendimento.

Questo dimostra l’importanza della diagnosi precoce.

Ora con la nuova legge 170 del 8/10/2010, art. 3, comma 3, la scuola ha la responsabilità di individuare i casi sospetti di DSA. Ma non è una cosa facile per tanti motivi. Per esempio non tutti i bambini hanno gli stessi tempi e il disturbo si può manifestare in modi molto diversi tra un bambino e l’altro.

Questa difficoltà  porta il bambino a sentirsi dire continuamente che non s’impegna. Specialmente perché il bambino dislessico non ha nessun deficit cognitivo (laquale è una condizione fondamentale per poter definire qualcuno dislessico). La classica frase ripetuta e ripetuta è: “Il ragazzo è intelligente, ma non si applica.

Emozione e apprendimento: in conclusione

La paura o l’ansia continue portano l’amigdala ad ordinare la fuga o la lotta. In questo caso spesso è la fuga dall’apprendimento. Capire come funzionano i disturbi specifici dell’apprendimento ci permette di trovare le strategie giuste perché i ragazzi abbino la forza di lottare per l’apprendimento. Il bambino con DSA ha bisogno di sentirsi apprezzato e capito, ma non in modo bonario o per “pietà”. Ma dandogli gli strumenti per valorizzare il suo essere. Ecco perché sono fondamentali gli strumenti compensativi adatti e la piena collaborazione tra la scuola, neuroscienziati e la famiglia. Perché tutto questo permetterà di creare un ambiente sereno e positivo. Non è quello di cui tutti hanno bisogno per favorire l’apprendimento?

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