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Disortografia cos’è ? All’era dei messaggini su Whatsapp con tutte le parole in codice del tipo tvb, cmq, xkè o c6, l’ortografia sembra un argomento del secolo scorso, ma è tutt’altro che così.
Al di fuori del mondo dei messaggini, tanto cari ai nostri ragazzi, lo scritto e di conseguenza la correttezza ortografica è sempre importante. Tuttavia in alcuni casi può dare veramente del filo da torcere.

Difficoltà ortografiche o disturbo

L’apprendimento della lingua scritta in italiano è molto agevole principalmente per la sua struttura trasparente, cioè la generale corrispondenza tra il suono e il grafema o lettera, cosa ben diversa in inglese o in francese. Comunque anche l’italiano ha le sue eccezioni che necessitano l’apprendimento dell’ortografia. 

Queste regole vengono presentate in modo progressivo nei primi anni della scuola elementare, ma ogni bambino ha i suoi ritmi. Più viene confrontato con queste regole e più s’imprimano nella giovane mente.

La difficoltà ortografica è ben diversa dalla disortografia. La difficoltà, se dovutamente potenziata e stimolata si risolve, nel caso della disortografia evolutiva, anche se si evolverà negli anni, il disturbo specifico rimarrà presente.

Cos’è la disortografia

È un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che coinvolge non la calligrafia come nel caso della disgrafia, ma la correttezza della scrittura, cioè l’ortografia come capacità di scrivere correttamente i suoni e le parole della propria lingua. Molto spesso disortografia e disgrafia vanno a braccetto, potremmo dire un po’ che si autoalimentano, perché?

La disgrafia, con uno scarso controllo della componente motoria del tratto grafico, provoca una scarsa leggibilità che renderà difficile la rilettura e la conseguente autocorrezione; d’altro canto la disortografia può portare il bambino a scrivere in modo illeggibile per nascondere gli errori. Ma questo non significa che siano sempre presenti entrambi i disturbi.

Riconoscere precocemente questo DSA

I sintomi, o più correttamente i segnali (perché non è una malattia) sono appunto gli errori di ortografia. Questi ultimi, anche dopo un’attività di recupero mirato, risultano persistenti. Questi errori si possono dividere in tre categorie :

  • fonologici, legati a una scorretta identificazione del suono, per esempio la confusione tra il suono f/v e g/q o m/n e p/b
  • fonetici, relativo alla durata o all’intensità del suono, per esempio gli accenti o le doppie 
  • ortografici o non fonologici, per esempio scuola e non squola, o acqua e non aqua.

 

Questi processi, non automatizzati, creano grosse difficoltà non solo nello scritto sotto dettatura, ma anche nello scritto spontaneo. Di conseguenza l’atto della scrittura richiede così tanta energia che andrà a discapito, per esempio del ragionamento e dell’organizzazione dell’informazione per un tema.

La mancata diagnosi di questo DSA comporta diverse conseguenze, in particolare di natura psicologiche. Il ripresentarsi continuo degli errori, con o senza il raffronto con i compagni di classe, crea demotivazione e scarsa autostima, rendendo i compiti scritti molto difficili e pesanti.

Affrontarla a testa alta

Se per far fronte alle difficoltà ortografiche basterà un lavoro di recupero strutturato sulla base del tipo di errori dello studente. Nel caso di una sospetta disortografia, la valutazione precoce e specifica da parte dello specialista sarà un grande vantaggio per il bambino sia per attuare un percorso riabilitativo specialistico, che per la predisposizione delle misure didattiche adatte all’alunno. Un intervento tempestivo limiterà l’impatto negativo che comporta di per sé il disturbo. Quindi la valutazione non ha semplicemente l’obiettivo di minimizzare l’importanza dell’ortografia, ma quello di stabilire interventi finalizzati al sostegno del bambino e dei suoi apprendimenti.

Uso di strumenti compensativi efficaci

Quando si parla di strumenti compensativi e dispensativi nel PDP, non bisogna pensare in modo semplicistico che siano una facilitazione per ovviare al disturbo (se fosse così, dovrebbero essere considerati una facilitazione anche gli occhiali da vista). È necessario valutare in modo attento che tipi di strumenti scegliere per valorizzare il lavoro dello studente, oltre che aiutarlo a sviluppare le sue capacità di apprendimento anche se diverse dagli altri.

Per esempio uno strumento compensativo molto importante per la disortografia è il programma di videoscrittura, ma per essere effettivamente efficace, non si dovrebbe stimolare l’apprendimento anche della dattiloscrittura con le 10 dita ?

In questo modo lo strumento sarebbe usato in modo veramente efficace, perché con la scrittura a 10 dita la concentrazione non è sulla digitazione, ma su ciò che si scrive. Nella realtà quest’aspetto non è considerato per niente, invece sarebbe una chiave importante per raggiungere gli obiettivi di apprendimento, non solo per quanto riguarda le materie letterarie, ma in modo trasversale per tutte le materie.

Come usate i programmi di videoscrittura con i bambini con disortografia ? Quali sono i vantaggi o le difficoltà che incontrate ? Avete mai suggerito la digitazione con le 10 dita ai vostri ragazzi ? Raccontatelo nei commenti.

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