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Dislessia evolutiva, cos’è ?

Le idee sulla dislessia sono ancora confuse. C’è chi pensa che sia un ritardo mentale, altri pensano che sia solo un problema d’inversione di lettere e parole. Ma in realtà la spiegazione della dislessia evolutiva è più complessa di questo.

Mi è capitato di dire ad un’altra mamma che mio figlio era dislessico e lei ingenuamente mi rispose : “Ah sì ? Non si vede.” Cerchiamo di chiarire un po’ le cose.

La dislessia non è

  • né una malattia,
  • nemmeno un deficit di intelligenza,
  • non dipende neanche da problemi ambientali, psicologici o da deficit sensoriali.

Cosa dicono le organizzazioni internazionali ?

Secondo l’International Dyslexia Association (IDA) “la dislessia è una disabilità dell’apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura (ortografia). Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio, che è spesso inatteso in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di un’adeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica nella lettura che può impedire una crescita del vocabolario e della conoscenza generale”.

Quindi in sostanza è una disabilità perché, come l’intende l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è un incapacità significativa che interferisce con le normali capacità di adattamento e partecipazione di una persona in un certo ambito della vita. Nel caso della dislessia interferisce in modo importante nell’ambito scolastico.

Quindi per riassumere, la causa è fondamentalmente neurobiologica, ma è ovvio che certi fattori ambientali possono influire sul evoluzione del disturbo.

Perché si chiama dislessia evolutiva?

Come lo indica il termine “evolutiva”, la dislessia non ha una natura statica. Si evolve e si trasforma nel tempo con lo sviluppo del bambino. Tuttavia non essendo semplicemente una difficoltà, ma un disturbo persiste sempre. Le peculiarità del disturbo quindi variano nel corso della crescita del bambino, ma non passano. Questa evoluzione a volte rende difficile riconoscere la dislessia. Perché ogni bambino ha i suoi tempi.

I DSA, Disturbi Specifici dell’Apprendimento, sono :
  • Dislessia : specifico della lettura, con una difficoltà nella decodifica del testo.
  • Disortografia : specifico della scrittura, con difficoltà nella competenza ortografica e nella competenza fonografica.
  • Disgrafia : specifico della grafia con una difficoltà nell’abilità motoria della scrittura.
  • Discalculia :  specifico dell’abilità di numero e di calcolo, con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri.
  • Disprassia: riguarda la coordinazione e il movimento.
Per assistere un bambino dislessico è essenziale riuscire a capire come si manifestano i disturbi specifici dell’apprendimento a livello personale. Questo significa anche capire come funziona (perché funziona bene!) il cervello di un dislessico. Il ruolo del neuropsichiatra è essenziale in questo.  Comprendere questi aspetti ci guiderà anche nella scelta degli strumenti compensativi più adatti a lui. 

Hai il dubbio ? Potrebbe essere dislessia ? Prova i nostri test.

La stretta collaborazione tra la famiglia, gli insegnanti e i terapeuti è fondamentale per valorizzare le abilità personali del bambino e rafforzarne i punti deboli.

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