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Bambini con DSA : essere genitori di figli dislessici

Prima di diventare mamma di due bambini con DSA ho viaggiato un po’. Sono cresciuta in Svizzera, precisamente a Yverdon-les-Bains. Una bella cittadina in riva al lago di Neuchâtel. Lì ho svolto tutti i miei studi. Scuola elementare, secondaria e infine secondaria di secondo grado, l’indirizzo ragioneria.

L’insegnamento era un indirizzo che mi sarebbe piaciuto e credo per il quale ero abbastanza portata, ma la mia strada prese una direzione diversa e lavorai prima come segretaria in una falegnameria a conduzione familiare e in seguito per alcuni anni lavorai come assistente al reparto di logistica di una multinazionale.

In seguito mi sposai, mi trasferii in Italia prima in Toscana, in provincia di Firenze e poi in Abruzzo a Casoli in provincia di Chieti.

Quando sono arrivati i ragazzi, con mio marito abbiamo deciso che sarei rimasta a casa.

Fu una decisione provvidenziale con il nostro incontro con i disturbi specifici dell’apprendimentoFu in questo contesto che la mia propensione per l’insegnamento mi è stata molto utile.

Nei primi anni di scuola essere mamma di bambini con DSA è stato molto impegnativo. Passato il periodo precedente la diagnosi, il percorso è stato faticoso.   

Il fattore tempo era importantissimo. La riabilitazione quanto prima viene fatta, tanto è efficace. Quindi la settimana si divideva tra gli incontri con la logopedista e la gestione dei compiti. A volte sembrava di essere un giocoliere; aiutare i ragazzi a svolgere tutti compiti, non trascurando di cercare di insegnare loro un metodo per diventare autonomi;  fare gli esercizi assegnati dalla logopedista e ovviamente allo stesso tempo gestire tutto il resto delle incombenze casalinghe.

Capire un bambino con DSA

Una difficoltà “cronica” mette sotto stress chiunque.

Per un bambino con DSA, la scuola diventa una difficoltà cronica con tutte le conseguenti tensioni e difficoltà. – Vedi articolo Emozioni e apprendimento.

Il lavoro di mamma ha significato leggere, studiare, e cercare di capire il mondo della dislessia.

Non è semplice, perché i disagi che provoca non sono evidenti e di facile comprensione. Spesso sembra che il rifiuto di leggere o fare i compiti sia solo un problema di volontà. Infatti a scuola il classico commento degli insegnanti è : “Il bambino è intelligente, ma non s’impegna.” Una frase sentita così tante volte che ormai fa parte delle citazioni storiche. Quando invece dietro c’è la mancanza di una funzionalità che rende l’impresa titanica per il bambino. Se siamo normo lettori, in realtà questa situazione non riusciamo nemmeno ad immaginarla.  

La collaborazione è fondamentale

Trovare le giuste figure professionali è stato fondamentale, ma anche qui non è facile. I tempi dell’ASL sono lunghissimi e non riesce a dare molta assistenza. Le figure sono :

  • Il neuropsichiatra infantile per una diagnosi precisa e dettagliata. La persona che ti spiega cosa comporta il disturbo e come farvi fronte sia a casa che con la scuola.
  • Il logopedista che si occupa della riabilitazione.
  • Gli insegnanti spesso molto disponibili, ma non sempre molto informati sulle specifiche dei disturbi dell’apprendimento.

Figuriamoci riuscire a spiegare ai bambini cosa stava succedendo. Perché per loro, una cosa che sembrava così facile per gli altri, era così penosa per loro. Infine aiutarli a far fronte a questa difficoltà.

Aiutare i bambini con DSA

Ho notato che spesso, le difficoltà che si creano intorno al bambino dislessico, sono dovute molto alla disinformazione.

Ma premetto che quest’ultima non è dovuta a disinteresse o cattiva volontà, ma perché non abbiamo intorno a noi delle figure che ci diano le informazioni specifiche e accurate di cui abbiamo bisogno.

Parlandone con insegnanti di diversi ordini e gradi non è una situazione che affrontano solo i genitori, ma anche gli insegnanti. Il motivo è che i disturbi specifici dell’apprendimento vengono considerati solo nell’ambito della formazione degli insegnanti di sostegno, i quali, oltre tutto, non si occupano di ragazzi DSA.

Sono solo una mamma che ha maturato esperienza sul campo e l’ha ampliata con alcuni corsi, tra cui uno di alta formazione di tutor per studenti con DSA. Tuttavia desidero che, con questa iniziativa si possa aiutare qualche mamma o papà, e magari anche qualche insegnante con primariamente una stretta collaborazione e perché no, una formazione, o dovrei dire informazione, più specifica sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento, così da rendere il percorso scolastico dei dislessici più sereno e atto a sviluppare le loro potenzialità.

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